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Postato in: italia.padova.discussioni
Data: 27/11/00
Autore: Puk

Il microradunin del Puk sfigato e palmipede raccontato dal diretto interessato
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E' la larva di Puk quella che si presenta Mercoledi' sera al Banale.
Inkazzato e stanco entro nel locale, certo che solo la calda sensazione che sanno dare due amici ed un po' di birra fredda, potra' scacciare il velo grigio che ricopre quest' oggi la mia persona(lita').
L' umido caldo, quasi tropicale a confronto con il freddo di fuori, e la musica che riempie l' aria, sono come un' altra atmosfera mentre scendo dalla passerella sotto le luci blu.
Sensazione da camera di decompressione, finche' un tipo losco e grosso mi ferma: tessera, prego!
Bio, va' cagher!
Il Bio sul lavoro e' un vero professionista: fa passare senza la tessera solo le ragazze piu' carine, o in alternativa quelle che hanno un certo numero di centimetri quadrati di pelle esposta, che calcola in un istante con occhio esperto.
Ma chi ti vedo, c'e' anche quel desaparecido di Max D.J. poco oltre: semplicemente la massa del BioMar creava un cono d' ombra entro cui e' distinguibile solo da una mente ben piu' sveglia della mia.
Rivedere quel bastardo infame che mi usa come capro espiatorio e' sempre un piacere che mi smuove qualcosa all' altezza del basso ventre. :)
Certo, senza la birra in mano mi sento come il cugino povero. Mi dirigo quindi fiducioso verso il banco quasi subito, dopo i primi saluti: ancora ignoravo che il mio incontro con la sfinge era a pochi secondi di distanza.
Dopo un paio di minuti con una spina a quindici centimetri dal naso, il poco buonumore casualmente evocato dai due tipi che stanno sorseggiando ed amabilmente chiacchierando vicino all' entrata, evapora come neve carbonica al sole.
Timidamente azzardo un ''mi scusi ?'' alla virago, che sta' servendo gli avventori al ritmo di due piccole o una media ogni cinque minuti e mezzo: mi rendo conto che la mia autonomia e' pericolosamente vicina al suo limite.
Il ''dopo!!'' che mi risponde piccata, mi gela il poco sangue che mi e' rimasto nelle vene e suona come una sentenza definitiva.
Mi salvera' un simpatico barman di li a sei minuti, quando ormai avevo gli occhi rovesciati e un pezzetto di lingua blu che sporgeva da un angolo della bocca a sfiorare i sottobicchieri bagnati.
Michia! Che gente lavora in questo posto!

 

 

Torno dal Bio (CVD!) e da Max, che nel frattempo, vuoi l' uno vuoi l' altro, salutano praticamente tutti gli avventori che entrano.
Io sono nella mia serata buona, arriva solo un tipo che conosco e mi sta' sulla punta da anni: speravo di non rivederlo mai piu'.
Il Bio, nell' ordine, mi stritola con un abbraccio ursino, mi prende a panzate, mi sfrutta come stampella per la sua mole stanca (duro lavorare, eh Bio?) e per finire mi sale su un piede stando sulle punte come una parodia di ballerina classica.
Quando faccio per replicare, mi mima un realistico tek-tek.
Per stasera la passi liscia, ma lo sai che la pagherai, vero?!!
Nel mentre il Max D.J., dapprima mi sfotte, poi mi sfotte, poi mi dice uuh se se l' e' presa, poi mi propone un' improbabile emigrazione e quindi, viste le perplessita', se ne va a parlare con i suoi amici.
Per ripicca gli pappo mezzo club sandwich, cosi' impara sto' caino!
Alla fine gli lascero' tre carte da mille a mo' di sfregio! (no, mi rendo conto che la compagnia di un tavolino col kiodo non e' granche'...).
Ebbene si, ho visto con questo vecchio paio di globi oculari o' Galera in persona con gentile consorte.
Prime impressioni . piu' blues che rock (come invece me lo aspettavo), occhi chiari ed allucinati a meta' tra il pazzo e il santo, fisico e volto che non sfigurerebbero neanche nella piu' infima bettola da ubriaconi.
Ci ho parlato solo due secondi, anzi, non ci ho parlato proprio visto che non c'ero.
E poi vorrei vedere voi, in presenza del mito di tante generazioni in carne ed ossa...
Gli ho promesso un modem da 33.6 in cambio di un autografo con dedica.

Amici sono coloro che sanno sopportarmi .