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Postato in: italia.padova.discussioni
Data: 23/12/00
Autore: Puk

In questo estratto di post tentavo di convincere l' innocente Biomar che la sete è una cosa pericolosa. Ci riuscii.
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Ma le gioie del palato dove le hai lasciate?
Vieni a trovarmi qui all' inferno, che ti offro una birra come non ne bevi piu' dai bei vecchi tempi, sai, quando eri vivo, giovane e scapestrato.
Quelle birre che, vuoi perche' i ricordi sono generosi, sara' per l' aver quindici anni in meno, e avere tutto per possibilita', sara' per quella compagnia con cui l' hai bevuta che chissa' cosa ci trovavi ma ci stavi bene, sara' perche' ti ricorda quella tipa al mare e il sale sulle labbra, non bevi piu' da tanto tempo che non saresti capace di quantificarlo.
E se ci pensi, riesci a sentire la sete, la gola che da una sensazione di secchezza, lieve, ma a pensarci non poi cosi' tanto, lieve.

 

 

Forse e' solo che ormai ti sei abituato ad ignorarla, ma ce l' hai da sempre, da quando sei nato.
Una sete avida, che concede solo momentanee tregue, e che magari e' in minima parte responsabile dei tuoi cattivi umori, degli scazzi che ti prendono quando meno te lo aspetti e ti rovinano il momento.
E se ci pensi aumenta, senti come della carta vetrata in gola, poco sotto la base della lingua, come sabbia che risucchia tutta l' umidita' dal tuo corpo.
Arsura.
Un boccale da litro, con le goccioline della condensa sulla superficie, con solo quattro dita di schiuma, bello pesante che pare fatto apposta per i brindisi con gli amici.
Per te un prezzo di favore: solo l' anima.