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Bien, ogni tanto mi viene un periodo in cui sono proprio letteralmente
s*t*a*n*c*o.
Io lo imputavo alla mia naturale inclinazione alla pigrizia, meglio,
allo svacco, che è nota ai più (ciapa sù! :D ), ma invece mia madre,
che è una tipa che ci dà giu di new age, insisteva che era un qualche
tipo di squilibrio, chimico, fisico o spirituale, e che avrei fatto
meglio a cercarne la causa.
(da qui in poi uso il presente: mi piace di più)
Io, ovviamente, non ho cagato il consiglio, visto che le madri,
e la mia in particolar modo, ogni tanto sparano queste cazzate perchè...
beh, perchè sono madri, no?!?
Bien, dopo un periodo di aburrimiento particolarmente significativo
ho dovuto riconoscere che forse era meglio cominciare a pensare
a che cosa potesse essere, a darmi questi periodi di sgurtz, e di
motivi ne ho trovati!!
Bevo, fumo (molto entrambi), non faccio moto (orrore!!!), mangio
poco e spesso male, stò ore seduto davanti ad un computer, alla
televisione o ad ubriacarmi.
Semplice, no?
Cambio stile di vita e mi passa!
Ho pensato che non ne valesse la pena, infatti, ma dopo mesi mia
madre torna all' attacco: mi dice che conosce un naturopata, un
tipo molto spirituale, mi dice che ha trovato delle intolleranze
alimentari a lei e a mia sorella, e che in effetti ne hanno tratto
grandi giovamenti.
Io, che tra l' altro conosco gli amici di mia madre e spesso non
ne ho un' altissima opinione, mi sono preparato immediatamente alla
guerra sui metodi: ho chiesto che faceva, come, e insomma non ti
stò a raccontare ma mia madre promette che paga lei (perchè ovviamente
il tipo spirituale si fa pagare...) e io decido di andare.
Credo che lo sai, io sono un possibilista su tutto però anche uno
scettico, e di cazzate new age ti giuro che ne ho sentite a più
che sufficienza!
Insomma, mi portano in questa palestra molto carina, tutta new
age ( :))) ), coi cristalloni di quarzo e ametista, mazzi di erbe
secche.
Ovviamente si entra senza scarpe, e già il fatto di dover andare
da un tipo che ti spilla quattrini emettendo giudizi dubbi sul tuo
stato di salute, mi stava sul cazzo, figurati ora.
Mi portano nello studio di questo tipo, molto più "doctor", ma
comunque con tocchi tipo la mappa dei Chakra e cristallini sparsi
qua e la.
Mi chiede che cosa mi tormenta (!), e io gli dico di questi episodi
di stanchezza.
L' eminente prende appunti ed annuisce.
Quindi mi viene vicino e mi dice di tendere la mano destra, come
per chiedere un' offerta.
(si, ci arrivo al lievito!)
Tuttora scettico, ma incuriosito lo faccio.
Mi chiede quindi di allargare il gomito, di allontanarlo dal corpo.
Lo faccio.
Apre una valigetta di cuoio, sottile circa cinque centimetri, e
larga e lunga poco meno di una valigetta diplomatica, ma dall' aspetto
vecchio, come usata molte volte.
E' marrone, ma dentro è rivestita di velluto viola, e contiene
file e file di piccole fialette sigillate, ognuna con un' etichetta
scritta in caratteri goticheggianti.
Non riesco a leggere le etichette, ma rimango abbastanza affascinato
da tutto quest' ambaradan... ed inizio a temere per la mia salute,
anche!
Il tipo osserva attentamente le fialette, ci passa su l' indice
ed estrae una fialetta tipo il fabbricante di bacchette quando entra
Harry Potter, quindi me la dà nella mano, tesa nel gesto della richiesta.
Mi dice di serrare il pugno, quindi mi dice che mi spingerà il
gomito verso il basso: il mio compito è resistere a tale pressione,
mantenere il gomito sollevato.
Ok, mi preme il gomito, ma non fortissimo e riesco a controbilanciarlo
abbastanza bene: la prova non è riuscita. Prende un' altra fialetta,
poi un' altra, poi un' altra e la scena si ripete.
Bene, ad un certo punto il tipo preme e sento il braccio crollare,
improvvisamente.
Non mi è sembrato che esercitasse una pressione particolarmente
forte, nè che mi avesse preso il braccio in maniera diversa dalle
altre volte, nè ho avuto un' impressione di particolare stanchezza
nel braccio, anche se ho preso in considerazione tutte e tre queste
ipotesi nel cercare una spiegazione.
"Ci siamo!", esclama, "Lievito".
"Lievito?!?" - chiedo io
"Lievito", dice il tipo, e mi fa leggere l' etichetta, che riporta...
indovina... "Lievito"!
"Continuiamo", propone.
"Vabbè", penso, ma sono piuttosto incuriosito ora.
Ripete la procedura con parecchie altre fialette, e ad un certo
punto di nuovo il braccio crolla: ad un tratto è come se non opponesse
più resistenza per i cazzi suoi, non come se la forza che lo spinge
fosse particolarmente forte.
La fialetta, me la fa vedere, è marcata "Lievito".
Non mi faceva vedere le etichette quando me le metteva nella mano.
Dopo ho pensato che poteva avere una valigetta intera di fialette
con su scritto "Lievito", ma al momento l' ho solo trovata una coincidenza...
troppo coincidenza per poterlo essere.
Insomma, a questo punto sono pronto ad ammettere che il personaggio
potrebbe, in via del tutto teorica, con i dovuti "ma..." ed i dovuti
"però...", etc., etc. ... sapere qualcosina che posso aver curiosità
a conoscere... un parere, diciamo.
Questo tipo, che ti giuro non mi ricordo come era fisicamente, mi
domanda che dieta seguo, io rispondo "Del single", e quello ancora
prende appunti.
Poi mi dice che la buona notizia è che non ho un' intolleranza
alimentare.
Un' intolleranza alimentare, mi spiega, fa si che tu non possa mangiare
certi alimenti, tipo il latte, senza subirne prontamente le conseguenze,
che talvolta sono gravi, gradevoli mai.
In effetti io ho, dice, un' intossicazione alimentare, cioè l' eccesso
(per i miei bisogni) di qualche sostanza ha provocato l' accumulo
dell' acido "Spirolix" (la sparo, non mi ricordo il termine) all'
interno dei miei muscoli, e che la conseguenza è la stanchezza.
La sostanza è il lievito.
(hai visto che ci sono arrivato?)
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Mi dice, mentre scrive, la lista delle
cose che non posso mangiare: tutto quello che contiene lieviti.
La pizza (al tempo la base della mia dieta!!! Grr!!!!), i crackers,
il pane, i dolci, le fette biscottate, le focacce, i biscotti e un
mucchio di altre cose che ora non ricordo e che non immaginavo contenessero
lievito, o meglio non mi ero mai fermato a pensarci.
Faccio alcune domande, ma tutto sommato penso che sarebbe dura (si
parla di sei mesi, per riequilibrare l' organismo, poi di tenere una
dieta attenta ma non troppo o dedicarsi ancora agli stravizi per poi
ri-disintossicarsi dopo un pò), semmai decidessi di farlo, ma ce la
farei.
Ok, ho deciso, lo faccio.
Massì, vaffanculo il fatto che non ci credo, quasi quasi posso
anche provarci.
Mal che vada è una prova di autodisciplina, versante su cui io sono
abbastanza scarso e che quindi ha bisogno di un pò di esercizio.
Stiamo per concludere il colloquio, ma mentre ci salutiamo mi dice
"Ah, le consiglio di moderare il vino frizzante, e naturalmente
niente birra!"
Il mondo mi è crollato addosso!!
Niente, cioè, nel senso di... niente birra?!??? (N.B.: 6 mesi)
"Certo! Non lo sa che la birra contiene lieviti?"
"Ma certo che lo so, maledetto naturopata spirituale del mio culo!!
*IO* la birra l' ho fatta, con le mie mani, 21 litri di splendida
ambrata ubriacante birra!
Se dovessi mettere una sopra l' altra le bottiglie e le lattine
e i bicchieri di birra che mi sono bevuto io arriverei..."
Questo, pensavo dentro di me e avrei voluto dirgli, ma in quel
momento mi sono reso conto nettamente di due cose: la prima è che
io bevo *effettivamente* troppa birra.
Intendiamoci, c'è gente che beve molto di più di me e io oramai
mi prendo solo una sbronzetta ogni tanto, ma io mi applico con grande
costanza, ogni giorno, da anni, nell' intento di ridurre le scorte
mondiali di birra, e questo ci porta alla seconda cosa che ho scoperto,
e cioè che io amo la birra!
Rinuncerei ad un sacco di cose, credo persino al tabacco, a cui
pure sono affezionato, pur di potermi bere questa splendida bevanda!
Mi piace il gusto, e il colore, e la sensazione che danno i diversi
bicchieri, freddi, un pò umidi e rotondeggianti, fra le mani, o
le bottiglie prese per il collo o afferrate saldamente sul corpo,
l' idea di abbondanza che suggerisce, e anche il berla in compagnia,
il berla assetati, il berla davanti ad un bel film, il berla mangiando
una pizza... il che ci riporta al punto.
Quando esco il "dottore" mi ha lasciato con la lista delle cose
proibite, una ricetta e la raccomandazione di non bere assolutamente
birra :(((
Con mia madre vado nell' erboristeria dove trovare i prodotti elencati
sulla ricetta, che ovviamente è di proprietà della moglie del dottore-naturopata,
la quale ci vende una bella botta di capsule, ognuna che contiene
un' alito di minerale, una lacrima di estratto d' erbe, un filo
di cenere di quercia dell' Himalaya.
Medicine omeopatiche.
Ne esce una bella cifra, ma mia madre, peraltro povera, paga fare
una grinza con lo stoicismo del vero credente.
Quindi mi riporta a casa, mi saluta e mi lascia con la raccomandazione
di seguire la dieta e di prendere le medicine.
Inizia la mia nuova vita senza la birra e il lievito.
Domande come "L' aperitivo contiene lievito perchè ha il vino con
il gas o no?" diventano la quotidianità, e in poco tempo gli amici
passano dalla più sfacciata presa per il culo nel vedere Puk che
non beve birra alla più sfacciata presa per il culo nel vedere Puk
che non beve birra velata da un' ombra di preoccupazione per l'
evidente deperimento dell' amico :)
Anche il prendere capsule e pastiglie (una cosa che odio), e per
di più diverse volte al giorno e ad orari regolari (medicina omeopatica),
è del tutto contro natura per me.
A questo punto ti chiederai perchè l' ho fatta, la dieta, se non
credevo neanche all' "esperto", o perchè non sono andato da un dottore
vero, e come la dieta stessa sia andata a finire.
Nell' ordine, l' ho fatta perchè credo che i malanni arrivino in
qualche modo, spesso se non sempre, dal cervello, e se tu gli cambi
di un poco i simboli, certe cose possono andare a posto.
Una prova di forza & coraggio come rinunciare ai lieviti e... sigh,
ancora a pensarci mi commuovo... alla birra per sei (6) mesi, beh,
quantomeno deve dare un bell' effetto placebo!
Non sono andato dal dottore vero perchè i dottori veri mi stanno
un pò sulla punta del cazzo, e non mi va di farmi riempire di roba
chimica, che magari ti dà effetti collaterali peggiori del male
che dovrebbero risolvere, che poi ti costringono ad usare altre
medicine e via così.
In più lo so perfettamente che conduco una vita contraria a qualsiasi
testo di medicina degno di questo nome: mia scelta.
Insomma, dal dottore in genere ci vado solo se ho qualcosa che giudico
grave o che si prolunga nel tempo e inizia a darmi reali grattacapi.
Per finire com'è andata la dieta: l' ho interrotta quando ho finito
le medicine che c'erano sulla ricetta al ritmo che era stato prescritto,
poi non le ho più ricomprate.
Il giorno che le ho finite (l' avevo già calcolato da qualche giorno),
ho fatto un ritrovino con un pò di amici e mi sono bevuto un sacco
di birra, malgrado fossi già ubriaco dopo il primo bicchiere!!!
E' stato bellissimo!!! :))))))))))))
La mia dieta dai lieviti è durata poco meno di tre mesi, e devo
ammettere che per un bel pezzo non ho più avuto proprio proprio
delle botte di stanchezza, e "La dieta del Maiemi" è entrata a far
parte degli aneddoti che alcuni miei amici sanno di me.
Ho ripreso la mia vita normale, ponendo giusto un pò di attenzione
a quello che mangio: ovviamente la birra non rientra in questo tipo
di attenzioni :)
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Sempre a proposito di birra, riporto una frase carina dal primo
libro della saga di Diskworld di Terry Pratchett, che stò
leggendo in questi giorni, a proposito del gestore di un pessimo
e malfamato bar:
[...] "La sua aspra birra non veniva tanto acquistata, quanto
affittata per un pò"
("Its sour beer not so much purchased as merely hired for a
while")
:DDD
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