| Dunque, iniziamo dal viaggio di ritorno:
tutto ha proceduto come previsto, a parte che ho dovuto scucire un
altro pò di Euro per eccesso di peso del bagaglio, fino a Londra...
Quando sono riuscito a raggiungere l' aereoporto di
Heatrow con i mezzi (e anche qui mi hanno salassato un altro bel
pò di Euros) c'era un fottio di gente fuori dagli ingressi che faceva
di tutto per cercare di ripararsi sotto le piccole tettoie che ci
sono fuori dalla gelida pioggerella londinese che scendeva.
Tutti erano in fila con i loro bei valigiotti o zainoni ed io a
tutta prima ho pensato che fosse un' altra di quelle cazzo di abitudini
inglesi tipo la guida a destra, le yarde e la regina: negli aereoporti
inglesi si attende fuori!
Macchè: interrogando due vecchie zitellone inglesi
che parevano uscita da un film tipo "L' erba di Grace", vengo a
sapere che c'è stato un qualche tipo di allarme di sicurezza per
cui hanno evacuato l' intero aereoporto!
A questo punto chiedo, con tutta la formalità inglese
di cui sono capace, alle vegliarde se mi possono dare un' occhiata
allo zainone, che è alto più o meno 3/4 di Maiemi e pesa più o meno
mezzo Maiemi, e vado in ricognizione vicino agli ingressi, là dove
la calca è più fitta ed il pericolo si avverte palpabile... anche
perchè questo cazzo di aereoporto è diviso in tre terminal, tipo
tre aereoportini interni divisi e ben distanziati all' interno di
Heatrow (maledetti inglesi!!!) e sul mio biglietto... beh, apparentemente
non c'è scritto il terminal!
Avvicinandosi si sentono le sirene suonare, i campanelli
trillare, si vedono le guardie guardare e l' esercito... bah, forse
esercitarsi.
Arrivano i pompieri, gli sbirri e manca poco che faccia la sua comparsa
Tony Blair in persona!
La folla inglese, però, non è come quella italiana tipo che si vede
al telegiornale quando c'è uno sciopero, no, qui sono tutti composti
e più o meno ordinati ed attendono il loro destino come vacche al
macello!
In virtù di questo riesco ad avvicinare un addetto
alla sicurezza e gli spiego la situazione: il mio volo avrebbe dovuto
chiudere il check-in in pochi minuti e sebbene immaginassi che l'
avrebbero ritardato per questo imprevisto comunque volevo sapere
almeno da che parte mi sarei dovuto mettere in coda, visto anche
che gli uffici informazioni sarebbero certo stati saturi di lavoro
quando avessero riaperto gli ingressi.
Bueno, il tipo mi dice che devo andare al T1 (si, anche io ci ho
messo un paio di secondi a capire che intendeva il terminal uno)
e così vado a curiosare lì davanti.
Si, giusto per scrupolo domando anche ad un altro
addetto: ma lei parte dal terminal 2, signore, vede questo "2" al
termine di questa lunga sigla sul suo biglietto?
... Maledetti inglesi!!!
Una signora in divisa con l' altoparlante a mano ci
informa cortesemente che il problema è più grave del previsto e
bisognerà attendere ancora, io sono pronto a stendere tutti i Talebani
che dovessi incontrare a testate: basta che mi facciano entrare!
Rapidamente, per quanto consentitomi dalla situazione ambientale,
mi trasferisco al T2 in attesa di lumi e anche qui scasso le palle
ad un bel pò di addetti, ottenendo da ognuno una risposta diversa:
alcuni sono proprio spariti a chiedere maggiori info e non si sono
più fatti vedere...
Non potendo ottenere l' aiuto del pubblico tipo Passaparola,
torno dalle vecchie a riprendermi lo zainone (un londinese così
classico che penso fosse un attore quando le ringrazio e faccio
per andarmene mi dice "Never leave your luggage unattended. Never!",
io gli dico ".... but, the ladies...", e lui: "Never leave your
luggage unattended. Never!". Io: "Ok, thanks") ed opto per il terminal
1, che mi sembra il più promettente ed affollato.
Dopo qualche ora in cui ho avuto modo di constatare
oltre ogni ragionevole dubbio come la merdosa, gelida pioggerellina
di Londra sia in effetti merdosa e gelida, finalmente riaprono i
cancelli e la folla si riversa come un fiume all' interno, dove
è ancora tutto incasinato e con la botta di gente si incasina ancora
di più: per dirtene una i monitor mostrano i gates di imbarco ma
non i check-in!
E il mio aereo risulta in stato "Imbarco immediato"!!
Stavolta fermo una tipa con l' aria veramente ufficiale,
che stà dirigendo un paio di grossi flussi di folla tipo vigile
con il traffico, e la signora, impietosita, conferma, : parti dal
T2!
Corro come un matto, doppiamente zainato come sono, schivando persone
e carrelli di stretta misura come un tassista di Bankok e finalmente
guadagno il T2, dove c'è poca gente e l' ufficio informazioni è
relativamente sgombro: mi accodo con il panico nello sguardo, già
calcolando quanti Euro mi sono rimasti in tasca (pochi) nel caso
probabile di dover rimanere a Londra, considerando come potermi
fare spedire rapidamente un pò di liquidi dalla famiglia, quando
arriva il mio turno e la signorina conferma: parte dal T1, vede
questo 1 all' inizio di questa lunga sigla sul suo biglietto?
M A L E D E T T I I N G L E S I ! ! !
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Corro nuovamente al T1, che ormai assomiglia più ad
un girone dantesco che ad un aereoporto, maledicendo ad ansiti il
the, i fish and chips, il Big Ben, i gioielli della corona, la regina,
il principe Carlo e Camilla Parker Bowls, e riprovo con il box informazioni
che finalmente mi indirizza ad un check-in, spiegandomi che il casino
è che io viaggio con Iberia, ma per questa tratta Iberia si appoggia
alla MBI (?): sperando che sia la volta buona mi ci dirigo e trovo
una fila che arriva fino alla caffetteria!
Rassegnato mi accodo, mentre i monitor mostrano il
mio volo come in partenza, finchè lungo la fila passa un angelo
(sicuramente un irlandese che lavora a Londra...) che chiede a chi
parte per Tenerife di passare avanti!
Questa volta ho davanti solo due persone: il check-in è praticamente
sepolto sotto una montagna di valigie perchè i nastri trasportatori
sono fermi, ma finalmente ottengo il mio boarding pass.
Lo zainone mi pregano di portarlo io direttamente
al gate perchè, come posso vedere, qui non c'è più un buco dove
ficcarlo!
Rifaccio il percorso inverso con lo stesso tipo di casini, in mezzo
a bambini che frignano, carrelli e gente in preda al panico di perdere
l' aereo grossomodo come me e, dopo che mi hanno passato ai raggi
X capello per capello, visto che oramai si sa che il casino è dovuto
ad un possibile attentato, posso correre al gate di imbarco (che
fra parentesi dista 100 Km dal check-in) trascinandomi dietro il
superzaino con la mano oramai scorticata e sanguinante a forza di
muoverlo.
Arrivo col fiatone, sudato, sporco di polvere londinese
e di quella specie di patina che ti ricopre quando viaggi a lungo
ed una signorina finalmente mi preleva lo zaino e lo ficca in un
buco che ha tutta l' aria di una buca per eliminare l' immondizia,
e riesco anche a trascinarmi rantolante sull' agognato aereo, ma
non prima che lo steward mi faccia notare che non si corre nel perimetro
dell' aereoporto...
Mi trattengo dal mandarlo in figa di sua madre, quella
grandissima vacca dello Shetland che fa i pompini al cavallo da
polo del principino Williams, solo perchè ho semplicemente finito
le energie: me ne rimangono appena per non rispondergli e lanciargli
una lunga occhiata gelida mentre salgo: ha almeno avuto il pudore
di abbassare gli occhi.
L' aereo sarebbe poi partito dopo un' altra ora e
mezza buona di attesa.
A Tenerife dovevo ancora attraversare tutta l' isola tramite due
diverse corriere e prendere il ferry per El Hierro, ma a questo
punto ne avevo veramente i coglioni pieni e così ho investito i
miei ultimi Euro in un aereo diretto Tenerife-El Hierro, l' ultimo
che potevo prendere per quel giorno, che mi ha finalmente riportato
sull' isleta, praticamente con dieci Euro ed un paio di sterline
in tasca.
Quando sono arrivato a casa (grazie al cielo è venuto
Plinio a prendermi in macchina all' aereoporto) mi sono fatto una
doccia ed ho dormito per quattordici ore di fila!
Altra cosa strana: prima di partire io avevo posizionato
la casa in stato di "Massima protezione", tipo finestre chiuse e
sbarrate e cose così, ma quando sono arrivato c'era dappertutto
un dito buono di polvere!
Mi hanno detto infatti che mentre ero via è arrivato
un vento fortissimo dal deserto del Sahara, molto caldo (mi è stato
riferito che per qualche giorno qui ci sono stati trentaquattro
gradi!) e molto veloce, che ha fatto danni un pò su tutta l' isola
al punto che stavano dichiarando lo stato di calamità naturale.
Ha depilato accuratamente una buona parte degli alberi della mia
zona, e particolarmente i fichi che adesso son tutti scheletrici
(mi sa che non c'è più una singola foglia di fico su tutta l' isola!),
mi ha trasportato qui e là tutte le cose che avevo fuori tipo posaceneri,
sedie, stendibiancheria, scope e palette e, appunto, mi ha riempito
la casa di polvere finissima passando da ogni spiraglio possibile!
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