Free Web Hosting by Netfirms
Web Hosting by Netfirms | Free Domain Names by Netfirms

It's a long way home...
(6 Gennaio 2004)

La storia che si racconta in questo pezzo è la descrizione di un mio viaggio di ritorno da una breve vacanza in Berluscolandia, che mi sono preso nel periodo a cavallo del Natale 2003.

 

   
Dunque, iniziamo dal viaggio di ritorno: tutto ha proceduto come previsto, a parte che ho dovuto scucire un altro pò di Euro per eccesso di peso del bagaglio, fino a Londra...

Quando sono riuscito a raggiungere l' aereoporto di Heatrow con i mezzi (e anche qui mi hanno salassato un altro bel pò di Euros) c'era un fottio di gente fuori dagli ingressi che faceva di tutto per cercare di ripararsi sotto le piccole tettoie che ci sono fuori dalla gelida pioggerella londinese che scendeva.
Tutti erano in fila con i loro bei valigiotti o zainoni ed io a tutta prima ho pensato che fosse un' altra di quelle cazzo di abitudini inglesi tipo la guida a destra, le yarde e la regina: negli aereoporti inglesi si attende fuori!

Macchè: interrogando due vecchie zitellone inglesi che parevano uscita da un film tipo "L' erba di Grace", vengo a sapere che c'è stato un qualche tipo di allarme di sicurezza per cui hanno evacuato l' intero aereoporto!

A questo punto chiedo, con tutta la formalità inglese di cui sono capace, alle vegliarde se mi possono dare un' occhiata allo zainone, che è alto più o meno 3/4 di Maiemi e pesa più o meno mezzo Maiemi, e vado in ricognizione vicino agli ingressi, là dove la calca è più fitta ed il pericolo si avverte palpabile... anche perchè questo cazzo di aereoporto è diviso in tre terminal, tipo tre aereoportini interni divisi e ben distanziati all' interno di Heatrow (maledetti inglesi!!!) e sul mio biglietto... beh, apparentemente non c'è scritto il terminal!

Avvicinandosi si sentono le sirene suonare, i campanelli trillare, si vedono le guardie guardare e l' esercito... bah, forse esercitarsi.
Arrivano i pompieri, gli sbirri e manca poco che faccia la sua comparsa Tony Blair in persona!
La folla inglese, però, non è come quella italiana tipo che si vede al telegiornale quando c'è uno sciopero, no, qui sono tutti composti e più o meno ordinati ed attendono il loro destino come vacche al macello!

In virtù di questo riesco ad avvicinare un addetto alla sicurezza e gli spiego la situazione: il mio volo avrebbe dovuto chiudere il check-in in pochi minuti e sebbene immaginassi che l' avrebbero ritardato per questo imprevisto comunque volevo sapere almeno da che parte mi sarei dovuto mettere in coda, visto anche che gli uffici informazioni sarebbero certo stati saturi di lavoro quando avessero riaperto gli ingressi.
Bueno, il tipo mi dice che devo andare al T1 (si, anche io ci ho messo un paio di secondi a capire che intendeva il terminal uno) e così vado a curiosare lì davanti.

Si, giusto per scrupolo domando anche ad un altro addetto: ma lei parte dal terminal 2, signore, vede questo "2" al termine di questa lunga sigla sul suo biglietto?
... Maledetti inglesi!!!

Una signora in divisa con l' altoparlante a mano ci informa cortesemente che il problema è più grave del previsto e bisognerà attendere ancora, io sono pronto a stendere tutti i Talebani che dovessi incontrare a testate: basta che mi facciano entrare!
Rapidamente, per quanto consentitomi dalla situazione ambientale, mi trasferisco al T2 in attesa di lumi e anche qui scasso le palle ad un bel pò di addetti, ottenendo da ognuno una risposta diversa: alcuni sono proprio spariti a chiedere maggiori info e non si sono più fatti vedere...

Non potendo ottenere l' aiuto del pubblico tipo Passaparola, torno dalle vecchie a riprendermi lo zainone (un londinese così classico che penso fosse un attore quando le ringrazio e faccio per andarmene mi dice "Never leave your luggage unattended. Never!", io gli dico ".... but, the ladies...", e lui: "Never leave your luggage unattended. Never!". Io: "Ok, thanks") ed opto per il terminal 1, che mi sembra il più promettente ed affollato.

Dopo qualche ora in cui ho avuto modo di constatare oltre ogni ragionevole dubbio come la merdosa, gelida pioggerellina di Londra sia in effetti merdosa e gelida, finalmente riaprono i cancelli e la folla si riversa come un fiume all' interno, dove è ancora tutto incasinato e con la botta di gente si incasina ancora di più: per dirtene una i monitor mostrano i gates di imbarco ma non i check-in!

E il mio aereo risulta in stato "Imbarco immediato"!!

Stavolta fermo una tipa con l' aria veramente ufficiale, che stà dirigendo un paio di grossi flussi di folla tipo vigile con il traffico, e la signora, impietosita, conferma, : parti dal T2!
Corro come un matto, doppiamente zainato come sono, schivando persone e carrelli di stretta misura come un tassista di Bankok e finalmente guadagno il T2, dove c'è poca gente e l' ufficio informazioni è relativamente sgombro: mi accodo con il panico nello sguardo, già calcolando quanti Euro mi sono rimasti in tasca (pochi) nel caso probabile di dover rimanere a Londra, considerando come potermi fare spedire rapidamente un pò di liquidi dalla famiglia, quando arriva il mio turno e la signorina conferma: parte dal T1, vede questo 1 all' inizio di questa lunga sigla sul suo biglietto?

M A L E D E T T I   I N G L E S I ! ! !

 

Corro nuovamente al T1, che ormai assomiglia più ad un girone dantesco che ad un aereoporto, maledicendo ad ansiti il the, i fish and chips, il Big Ben, i gioielli della corona, la regina, il principe Carlo e Camilla Parker Bowls, e riprovo con il box informazioni che finalmente mi indirizza ad un check-in, spiegandomi che il casino è che io viaggio con Iberia, ma per questa tratta Iberia si appoggia alla MBI (?): sperando che sia la volta buona mi ci dirigo e trovo una fila che arriva fino alla caffetteria!

Rassegnato mi accodo, mentre i monitor mostrano il mio volo come in partenza, finchè lungo la fila passa un angelo (sicuramente un irlandese che lavora a Londra...) che chiede a chi parte per Tenerife di passare avanti!
Questa volta ho davanti solo due persone: il check-in è praticamente sepolto sotto una montagna di valigie perchè i nastri trasportatori sono fermi, ma finalmente ottengo il mio boarding pass.

Lo zainone mi pregano di portarlo io direttamente al gate perchè, come posso vedere, qui non c'è più un buco dove ficcarlo!
Rifaccio il percorso inverso con lo stesso tipo di casini, in mezzo a bambini che frignano, carrelli e gente in preda al panico di perdere l' aereo grossomodo come me e, dopo che mi hanno passato ai raggi X capello per capello, visto che oramai si sa che il casino è dovuto ad un possibile attentato, posso correre al gate di imbarco (che fra parentesi dista 100 Km dal check-in) trascinandomi dietro il superzaino con la mano oramai scorticata e sanguinante a forza di muoverlo.

Arrivo col fiatone, sudato, sporco di polvere londinese e di quella specie di patina che ti ricopre quando viaggi a lungo ed una signorina finalmente mi preleva lo zaino e lo ficca in un buco che ha tutta l' aria di una buca per eliminare l' immondizia, e riesco anche a trascinarmi rantolante sull' agognato aereo, ma non prima che lo steward mi faccia notare che non si corre nel perimetro dell' aereoporto...

Mi trattengo dal mandarlo in figa di sua madre, quella grandissima vacca dello Shetland che fa i pompini al cavallo da polo del principino Williams, solo perchè ho semplicemente finito le energie: me ne rimangono appena per non rispondergli e lanciargli una lunga occhiata gelida mentre salgo: ha almeno avuto il pudore di abbassare gli occhi.

L' aereo sarebbe poi partito dopo un' altra ora e mezza buona di attesa.
A Tenerife dovevo ancora attraversare tutta l' isola tramite due diverse corriere e prendere il ferry per El Hierro, ma a questo punto ne avevo veramente i coglioni pieni e così ho investito i miei ultimi Euro in un aereo diretto Tenerife-El Hierro, l' ultimo che potevo prendere per quel giorno, che mi ha finalmente riportato sull' isleta, praticamente con dieci Euro ed un paio di sterline in tasca.

Quando sono arrivato a casa (grazie al cielo è venuto Plinio a prendermi in macchina all' aereoporto) mi sono fatto una doccia ed ho dormito per quattordici ore di fila!

Altra cosa strana: prima di partire io avevo posizionato la casa in stato di "Massima protezione", tipo finestre chiuse e sbarrate e cose così, ma quando sono arrivato c'era dappertutto un dito buono di polvere!

Mi hanno detto infatti che mentre ero via è arrivato un vento fortissimo dal deserto del Sahara, molto caldo (mi è stato riferito che per qualche giorno qui ci sono stati trentaquattro gradi!) e molto veloce, che ha fatto danni un pò su tutta l' isola al punto che stavano dichiarando lo stato di calamità naturale.
Ha depilato accuratamente una buona parte degli alberi della mia zona, e particolarmente i fichi che adesso son tutti scheletrici (mi sa che non c'è più una singola foglia di fico su tutta l' isola!), mi ha trasportato qui e là tutte le cose che avevo fuori tipo posaceneri, sedie, stendibiancheria, scope e palette e, appunto, mi ha riempito la casa di polvere finissima passando da ogni spiraglio possibile!