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La Sagra!
(fine Agosto 2003)

 

   

Nei giorni di metà agosto c'è stata la sagra paesana, in onore di Santa Maria della Candelaria e di San Lorenzo, che qui è un' autentico evento.

Le prime avvisaglie le ho notate quando, un pomeriggio che ero a casa a descansarme (=riposarmi), ho sentito un sacco di clacson che suonavano e poco dopo ho visto passare sulla strada una lunga processione di camion carichi di terra: si tratta di un' antica usanza per cui chi può, sin dai tempi che furono, dona in questa occasione alla comunità della terra fertile per riempire un barranco (=specie di piccoli canyon o vallette rocciose e impraticabili) migliorando così la vivibilità complessiva dell' isola.

Pochi giorni prima degli operai comunali, che peraltro non parevano animati da una particolare voglia di lavorare o di affrettarsi, avevano appeso dei festoni in giro per tutte le strade del paese che davano un' aria da località sudamericana e facevano avvertire il senso della fiesta imminente.
Purtroppo non è che sono riuscito a vedere molto dei festeggiamenti perchè la sera io lavoro, e con le feste in corso si lavora il doppio.

Anyway non mi sono perso l' incoronazione della reginetta di bellezza dell' isola, ho intravisto la processione con l' icona della Vergine, i tipi in costume tipico che ballavano, i tamburi e todos, ma sopratutto ci ho lavorato dentro un paio di notti!

Si perchè Jimmi, un amico italiano, si è aggiudicato un suo chiosco nella piazza principale dei festeggiamenti (per dire quella dove c'è l' orchestra che suona, perlopiù sudamericano), ma è stato costretto a lavorarvi da solo, a seguito degli screzi con la sua donna su cui faceva affidamento.
Insomma, io avevo preso l' abitudine al termine del lavoro (attorno all' una o giu di lì) di passare a farmi una birretta senza mai trovare tutto quel casino che tutti mi raccontavano (sfido io: dopo ho scoperto che il grosso della gente si fa viva solo dalle due e mezza in poi!).

 

La sera del 14 agosto però c'era già un bel casino: io avevo appena finito la notte in cui avevo lavorato di più nella mia vita (il giorno dopo sarebbe cambiata) e Jimmi non riusciva a servire tutti i clienti che aveva.
Gli ho chiesto se voleva una mano e mi ha fatto entrare dentro al chiosco.

Quel giorno ho lavorato senza interruzioni (intendo dire senza mangiare, cagare, dormire: nada.
Sono riuscito solo a sedermi a fumare una sigaretta per qualche minuto) dalle 13 del pomeriggio alle 5 di notte! Il bello è che effettivamente vedi passarti davanti tutti e fai conoscenza con un sacco di gente: le donne erano tutte in tiro, i caballeros tutti sorridenti e simpatici o bulli e machi a seconda della loro inclinazione, e persino io ballicchiavo dietro al bancone seguendo il ritmo della musica (io ero tra quelli sorridenti e simpatici... :) ).

Verso mattina la folla si è diradata appena un pò e praticamente non c'era nessuno che non fosse mezzo ubriaco (qualcuno ubriaco fradicio ma non ho visto neanche l' accenno ad una rissa): forse vanno a casa solo gli astemi, ho ipotizzato.

Perlopiù bevono pestilenziali cocktail tra cui il più gettonato è il classico Cubata, rum Areucha e Coca Cola, mentre io e pochi puri e duri resistevamo a sola birra.

E' stata un' esperienza che mi è piaciuta ed ha consolidato la mia "presenza" sull' isola, visto che non sono uno che fa una gran vita sociale e che alla Terrazza, il luogo dove tutti i giovani si ritrovano la notte, non ci vado molto spesso.

Il 15, al ristorante ho lavorato il doppio che ogni altro giorno della mia vita, e questa volta mi sa che è definitivo!