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Nei giorni di metà agosto c'è stata la sagra paesana,
in onore di Santa Maria della Candelaria e di San Lorenzo, che qui
è un' autentico evento.
Le prime avvisaglie le ho notate quando, un pomeriggio
che ero a casa a descansarme (=riposarmi), ho sentito un sacco di
clacson che suonavano e poco dopo ho visto passare sulla strada
una lunga processione di camion carichi di terra: si tratta di un'
antica usanza per cui chi può, sin dai tempi che furono, dona in
questa occasione alla comunità della terra fertile per riempire
un barranco (=specie di piccoli canyon o vallette rocciose e impraticabili)
migliorando così la vivibilità complessiva dell' isola.
Pochi giorni prima degli operai comunali, che peraltro
non parevano animati da una particolare voglia di lavorare o di
affrettarsi, avevano appeso dei festoni in giro per tutte le strade
del paese che davano un' aria da località sudamericana e facevano
avvertire il senso della fiesta imminente.
Purtroppo non è che sono riuscito a vedere molto dei festeggiamenti
perchè la sera io lavoro, e con le feste in corso si lavora il doppio.
Anyway non mi sono perso l' incoronazione della reginetta
di bellezza dell' isola, ho intravisto la processione con l' icona
della Vergine, i tipi in costume tipico che ballavano, i tamburi
e todos, ma sopratutto ci ho lavorato dentro un paio di notti!
Si perchè Jimmi, un amico italiano, si è aggiudicato
un suo chiosco nella piazza principale dei festeggiamenti (per dire
quella dove c'è l' orchestra che suona, perlopiù sudamericano),
ma è stato costretto a lavorarvi da solo, a seguito degli screzi
con la sua donna su cui faceva affidamento.
Insomma, io avevo preso l' abitudine al termine del lavoro (attorno
all' una o giu di lì) di passare a farmi una birretta senza mai
trovare tutto quel casino che tutti mi raccontavano (sfido io: dopo
ho scoperto che il grosso della gente si fa viva solo dalle due
e mezza in poi!).
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La sera del 14 agosto però c'era già un bel casino:
io avevo appena finito la notte in cui avevo lavorato di più nella
mia vita (il giorno dopo sarebbe cambiata) e Jimmi non riusciva
a servire tutti i clienti che aveva.
Gli ho chiesto se voleva una mano e mi ha fatto entrare dentro al
chiosco.
Quel giorno ho lavorato senza interruzioni (intendo
dire senza mangiare, cagare, dormire: nada.
Sono riuscito solo a sedermi a fumare una sigaretta per qualche
minuto) dalle 13 del pomeriggio alle 5 di notte! Il bello è che
effettivamente vedi passarti davanti tutti e fai conoscenza con
un sacco di gente: le donne erano tutte in tiro, i caballeros tutti
sorridenti e simpatici o bulli e machi a seconda della loro inclinazione,
e persino io ballicchiavo dietro al bancone seguendo il ritmo della
musica (io ero tra quelli sorridenti e simpatici... :) ).
Verso mattina la folla si è diradata appena un pò
e praticamente non c'era nessuno che non fosse mezzo ubriaco (qualcuno
ubriaco fradicio ma non ho visto neanche l' accenno ad una rissa):
forse vanno a casa solo gli astemi, ho ipotizzato.
Perlopiù bevono pestilenziali cocktail tra cui il
più gettonato è il classico Cubata, rum Areucha e Coca Cola, mentre
io e pochi puri e duri resistevamo a sola birra.
E' stata un' esperienza che mi è piaciuta ed ha consolidato
la mia "presenza" sull' isola, visto che non sono uno che fa una
gran vita sociale e che alla Terrazza, il luogo dove tutti i giovani
si ritrovano la notte, non ci vado molto spesso.
Il 15, al ristorante ho lavorato il doppio che ogni
altro giorno della mia vita, e questa volta mi sa che è definitivo!
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