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Puk pompiere!
(fine Agosto 2003)

 

   

Qui ha fatto un pò di caldo, anche se il caldo che c'è non è neanche lontanamente paragonabile al caldo di Padova (per intenderci si dorme tranquilli) e alcuni giorni fa è anche scoppiato un incendio sull' altro versante dell' isola e visto da El Golfo pareva che la montagna fosse un vulcano (come effettivamente è) in eruzione (no, questo no!).

Io stavo lavorando, ma tutti me incluso avevano il naso all' insù e dopo breve è passata una macchina con l' altoparlante ad annunciare l' emergenza e a richiedere volontari per lavorarci: punto d' incontro il Centro de Salud Publica.
Fico! -ho pensato- Per oggi non si lavora e chissà che roba è operare per le squadre antincendio!

Ho convinto Plinio, il mio datore di lavoro, sua figlia Antonella e la sua amica Patrizia che dovevamo andare (non è stato difficile).
Il tempo di cambiarsi ed eravamo tipo Fantozzi e famiglia pompieri, ma al Centro della salute ci stavano solo una quindicina di macchine (gente locale, ma anche turisti) pieni di buona volontà ma che non sapevano più di noi cosa cazzo dovevano fare.

A questo punto prendiamo l' iniziativa ed il nostro furgone e ci facciamo tutte le montagne per raggiungere il luogo dell' incendio: per la strada c'era una luce gialla da catastrofe imminente data dal sole filtrato dal fumo.
Ad un incrocio abbiamo trovato la Guardia Civil che ci ha fermato, ma quando gli abbiamo detto che eravamo volontari ci hanno lasciato passare senza indagare oltre.
Più avanti abbiamo trovato una spianata e sul fondo si vedeva il fumo che saliva dal bosco: dappertutto c'era un mucchio di gente in tuta da lavoro, alcuni prudentemente armati di rastrelli, vanghe, machete e strumenti vari. Incontro il meccanico, il barista, alcuni operai... insomma: el pueblo! Problema numero uno: quando chiediamo info nessuno ne sa nada de nada, inclusi i lavoratori del Medio Ambiente (l' agenzia di protezione ambientale) che distribuiscono le mascherine antifumo e l' acqua da bere, e gli sbirri.
Il clima, anzi, è piuttosto da picnic, con tutti che mirano il fronte che avanza, fanno commenti da allenatore della nazionale da bar ("il fronte si sposterà a sudest a causa del ponentino che si leverà tra breve: me lo dice con certezza il mio ginocchio malandato...") e bevono acqua e limonata gentilmente fatti arrivare in quantità esorbitanti dal Medio Ambiente.

Ad un certo punto mi scasso i miei totani italiani e mi dirigo dritto verso il fronte dell' incendio, presto imitato da Plinio, le due bambine e qualche volontario particolarmente poco incline a far si che l' isola se ne vada a fuoco, visto che mi sono accorto che i bomberos (=pompieri) sono li nei pressi.

 

 

Quando arrivo la situazione è scoraggiante: i bomberos mangiano panini (immagino offerti dal Medio Ambiente...) e fumano sigarette (!), mentre un gruppo di volontari tedeschi (non più di otto) stà rastrellando alacremente un tratto di terreno verso cui il fuoco palesemente si dirige.
Da un lato scorgo delle specie di scope di gomma, che servono a battere sulle fiamme, ma quando vado per afferrarne uno i bomberos mi dicono di no: e se si alzasse un colpo di vento e il fuoco mi investisse mentre spengo le fiamme?
Mi scuso, ma i volontari crucchi, allora??
Giusto, dice il capo bombero: fa allontanare anche i tedeschi e riprende a mangiarsi il suo panino!

Le voci corrono e pare che stiano aspettando le cisterne d' acqua per far funzionare le autopompe.
Di cisterne in realtà ce ne sono ben due, belle grosse e portate in cima da massicci camion ma corre voce che... si siano dimenticati di riempirle!!!
Dopo un pò, visto che non stiamo facendo un cazzo, i bomberos ci chiedono gentilmente di dare una mano a ripiegare le manichette per l' acqua: io ci ho messo trenta secondi solo a capire come si staccavano l' una dall' altra ma ne sono uscito sufficientemente impolverato da dare l' impressione di essere una comparsa del film Fuoco Assassino!

A questo punto, scoraggiati, ce ne siamo tornati a valle :(
La cosa che mi è rimasta più impressa è stata una una bombera carina che dava un' idea un pò tipo Jennifer Beals in Flashdance quando andava a lavorare come operaia con la tuta ed il casco.

Nel pomeriggio sono arrivati circa sei elicotteri dalle altre isole, più un paio che avevamo già qui a El Hierro ed hanno tirato giù l' incendio in un paio d' ore.
Il giorno dopo ovviamente l' incendio era l' argomento principe di conversazione per grandi e piccini, e c'è chi giura di aver lavorato otto ore e mezzo a scavare con la vanga tagliafuoco sul lato della montagna, ma ecco che il fumo si leva di nuovo dalla cima.

Anche qui le voci corrono: la tele dice che nella notte il vento ha rianimato le braci, qualcuno sussurra che dopo aver spento il fuoco nessuno ha più verificato la situazione nella notte ed ecco che l' incendio è divampato di nuovo.
Ripassa la macchina che chiama i volontari, ma questa volta non mi faccio incastrare.
Tornano gli elicotteri e in mezza giornata eliminano definitivamente il problema.
Pare che tre mezzi dei pompieri (su tre!) siano stati danneggiati: uno ha rotto la pompa, uno ha rotto il motore ed uno è finito nel fuoco! 400 ettari di bosco di montagna danneggiati.

Immagino siano i risvolti negativi di vivere in un posto dove la gente è molto tranquilla ma non troppo organizzata...