|
Qui ha fatto un pò di caldo, anche se il caldo che
c'è non è neanche lontanamente paragonabile al caldo di Padova (per
intenderci si dorme tranquilli) e alcuni giorni fa è anche scoppiato
un incendio sull' altro versante dell' isola e visto da El Golfo
pareva che la montagna fosse un vulcano (come effettivamente è)
in eruzione (no, questo no!).
Io stavo lavorando, ma tutti me incluso avevano il
naso all' insù e dopo breve è passata una macchina con l' altoparlante
ad annunciare l' emergenza e a richiedere volontari per lavorarci:
punto d' incontro il Centro de Salud Publica.
Fico! -ho pensato- Per oggi non si lavora e chissà che roba è operare
per le squadre antincendio!
Ho convinto Plinio, il mio datore di lavoro, sua figlia
Antonella e la sua amica Patrizia che dovevamo andare (non è stato
difficile).
Il tempo di cambiarsi ed eravamo tipo Fantozzi e famiglia pompieri,
ma al Centro della salute ci stavano solo una quindicina di macchine
(gente locale, ma anche turisti) pieni di buona volontà ma che non
sapevano più di noi cosa cazzo dovevano fare.
A questo punto prendiamo l' iniziativa ed il nostro
furgone e ci facciamo tutte le montagne per raggiungere il luogo
dell' incendio: per la strada c'era una luce gialla da catastrofe
imminente data dal sole filtrato dal fumo.
Ad un incrocio abbiamo trovato la Guardia Civil che ci ha fermato,
ma quando gli abbiamo detto che eravamo volontari ci hanno lasciato
passare senza indagare oltre.
Più avanti abbiamo trovato una spianata e sul fondo si vedeva il
fumo che saliva dal bosco: dappertutto c'era un mucchio di gente
in tuta da lavoro, alcuni prudentemente armati di rastrelli, vanghe,
machete e strumenti vari. Incontro il meccanico, il barista, alcuni
operai... insomma: el pueblo! Problema numero uno: quando chiediamo
info nessuno ne sa nada de nada, inclusi i lavoratori del Medio
Ambiente (l' agenzia di protezione ambientale) che distribuiscono
le mascherine antifumo e l' acqua da bere, e gli sbirri.
Il clima, anzi, è piuttosto da picnic, con tutti che mirano il fronte
che avanza, fanno commenti da allenatore della nazionale da bar
("il fronte si sposterà a sudest a causa del ponentino che si leverà
tra breve: me lo dice con certezza il mio ginocchio malandato...")
e bevono acqua e limonata gentilmente fatti arrivare in quantità
esorbitanti dal Medio Ambiente.
Ad un certo punto mi scasso i miei totani italiani
e mi dirigo dritto verso il fronte dell' incendio, presto imitato
da Plinio, le due bambine e qualche volontario particolarmente poco
incline a far si che l' isola se ne vada a fuoco, visto che mi sono
accorto che i bomberos (=pompieri) sono li nei pressi.
|
|
Quando arrivo la situazione è scoraggiante: i bomberos
mangiano panini (immagino offerti dal Medio Ambiente...) e fumano
sigarette (!), mentre un gruppo di volontari tedeschi (non più di
otto) stà rastrellando alacremente un tratto di terreno verso cui
il fuoco palesemente si dirige.
Da un lato scorgo delle specie di scope di gomma, che servono a
battere sulle fiamme, ma quando vado per afferrarne uno i bomberos
mi dicono di no: e se si alzasse un colpo di vento e il fuoco mi
investisse mentre spengo le fiamme?
Mi scuso, ma i volontari crucchi, allora??
Giusto, dice il capo bombero: fa allontanare anche i tedeschi e
riprende a mangiarsi il suo panino!
Le voci corrono e pare che stiano aspettando le cisterne
d' acqua per far funzionare le autopompe.
Di cisterne in realtà ce ne sono ben due, belle grosse e portate
in cima da massicci camion ma corre voce che... si siano dimenticati
di riempirle!!!
Dopo un pò, visto che non stiamo facendo un cazzo, i bomberos ci
chiedono gentilmente di dare una mano a ripiegare le manichette
per l' acqua: io ci ho messo trenta secondi solo a capire come si
staccavano l' una dall' altra ma ne sono uscito sufficientemente
impolverato da dare l' impressione di essere una comparsa del film
Fuoco Assassino!
A questo punto, scoraggiati, ce ne siamo tornati a
valle :(
La cosa che mi è rimasta più impressa è stata una una bombera carina
che dava un' idea un pò tipo Jennifer Beals in Flashdance quando
andava a lavorare come operaia con la tuta ed il casco.
Nel pomeriggio sono arrivati circa sei elicotteri
dalle altre isole, più un paio che avevamo già qui a El Hierro ed
hanno tirato giù l' incendio in un paio d' ore.
Il giorno dopo ovviamente l' incendio era l' argomento principe
di conversazione per grandi e piccini, e c'è chi giura di aver lavorato
otto ore e mezzo a scavare con la vanga tagliafuoco sul lato della
montagna, ma ecco che il fumo si leva di nuovo dalla cima.
Anche qui le voci corrono: la tele dice che nella
notte il vento ha rianimato le braci, qualcuno sussurra che dopo
aver spento il fuoco nessuno ha più verificato la situazione nella
notte ed ecco che l' incendio è divampato di nuovo.
Ripassa la macchina che chiama i volontari, ma questa volta non
mi faccio incastrare.
Tornano gli elicotteri e in mezza giornata eliminano definitivamente
il problema.
Pare che tre mezzi dei pompieri (su tre!) siano stati danneggiati:
uno ha rotto la pompa, uno ha rotto il motore ed uno è finito nel
fuoco! 400 ettari di bosco di montagna danneggiati.
Immagino siano i risvolti negativi di vivere in un
posto dove la gente è molto tranquilla ma non troppo organizzata...
|