Il viaggio Italia-Spagna
(25 Giugno-3 Luglio 2003)
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Nel viaggio è andato praticamente
tutto liscio e che l' organizzazione del tutto ha funzionato come
doveva.
Sono partito da Genova il 25 Giugno e l' unica nota è che sono arrivato
con diverse ore di anticipo, dovevo infatti vedermi con Cammagno che
vive li ma la cosa è andata a buca per suoi improvvisi impegni lavorativi.
La nave era una cosa veramente mostruosa: enorme, con ben tre ingressi
per camion e veicoli, inclusiva di piscina, discoteca, palestra e
una valanga di altre cazzate di cui peraltro ho usufruito pochino.
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| Nota curiosa, con me si sono imbarcati
un paio di centinaia di motociclisti di Harley Davidson tutti tappati,
beh, da motociclisti di Harley Davidson, provenienti da un pò tutte
le parti d' Italia e della Svizzera: a Barcelona difatti si teneva
proprio in quei giorni il centenario della Harley. Il viaggio è stato
piuttosto tranquillo, la poltrona economica era pure abbastanza comoda,
e sono arrivato in Barcelona la mattina del giorno successivo, il
26. |
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Il traffico che ho trovato appena uscito
dal porto era piuttosto caotico, quindi ho beccato il primo parcheggio
a pagamento e sorvegliato e ci ho ficcato dentro la Fiesta con tutto
il suo carico per andare in esplorazione.
Per prima cosa, come avevo detto, mi sono fatto una passeggiata per
Las Ramblas, che sono una larga zona pedonale alberata circondata
da due strade e culminante in una vastissima piazza, Piazza di Spagna. |
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Sulle Ramblas la gente semplicemente passeggia
per il piacere di vedere l' altra gente che passeggia (ci sono turisti
da tutto il mondo e si va dal punk ai vecchietti crucchi con i tradizionali
calzoncini, sandali e calzetto bianco d' ordinanza), le bancarelle
(che stranamente non vendono molte cose da turisti: si va dalle botteghe
di piante a quelle di uccelli) ed una serie di personaggi che si esibiscono
per tirare su qualche euro.
Perlopiù si vede gente che fa la statua umana: da quello ricoperto
di vernice metallizzata grigia che assomiglia ad una statua vera e
propria ad angeli e demoni, divinità floreali, Elvis Presley e chi
più ne ha più ne metta. Ci sono anche coppie che ballano il Flamenco,
musicisti di vario genere, giocolieri, e, insomma, varia umanità che
è curioso stare a vedere.
Attrazione aggiuntiva: trecento milioni di tipi da tutto il mondo
in Harley Davidson che continuavano a fare caroselli nell' anello
di strade che circondano la zona pedonale! |
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| Attorno alle Ramblas ci sono due o tre
quartieri interessanti da visitare e così ho cominciato ad aggirarmi
per il Barrì Gothic, un quartiere di stradine piccole e antiche che
ricorda un pò Venezia ma con un' architettura ovviamente alla spagnola,
il che significa fondamentalmente con grandi influenze medio-orientali
(cupole, archi a punta, guglie di qui e guglie di la, ...). Di questo
quartiere mi sono proprio innamorato: ci si può perdere (ed io mi
ci sono perso!) nel labirinto di viuzze e bottegucce che vendono le
cose più strane da mangiare e da indossare, ma basta andare fissi
in una direzione e ci si ritrova sulle Ramblas o sul lungomare. |
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Mi ronzava però in testa la preoccupazione per la
Fiesta, che era si piazzata in un parcheggio teoricamente sicuro,
ma che a vederlo non mi aveva dato poi tanto affidamento: l' ingresso
pedonale era del tutto non sorvegliato e di fianco al parcheggio
sotterraneo corre una strada ad alto scorrimento, sotterranea anche
lei e divisa dal parcheggio solo da una rete. Dormirci come da programma
sarebbe stato a dir poco non comodo. Alla fine mi sono risolto a
spostarla (8 euro per qualche ora di sosta! Barcelona non è una
città che definirei economica) e sono riuscito a piazzarla in un
altro parcheggio nel bel mezzo del Barrì Gothic ed a poche centinaia
di metri dalle Ramblas: sopra c'era una piazzetta con vecchietti
che ciacolavano sulle panchine e bambini di vari colori che giocavanno
a palla, una scena familiare e molto carina da vedere.
La sera mi sono aggirato per il quartiere, mangiando
benone in una bottega scavata all' interno delle mura medioevali
(torta di porri e patate ed una specie di focaccia alla crema e
frutta) con dei gestori molto cordiali, ho fatto un ultimo giro
per le Ramblas, dove mi sono ponato su una panchina armato di cerveza
e, stanco morto anche per tutto il caldo che mi sono beccato nel
corso della giornata, mi sono finalmente diretto alla macchina per
un meritato quanto necessario riposo. Della notte ti dico solo che
nel parcheggio sotterraneo e non ventilato ci saranno stati quaranta
gradi, inoltre Barcelona, ma più in generale la Spagna direi, è
molto, ma molto rumorosa: sirene, Harley che rombano, gente che
festeggia, si ubriaca, canta, grida. In parole povere non ho dormito
un granchè bene, anche perchè ero teso ed in difesa nell' eventualità
di qualche persona malintenzionata.
Insomma, il giorno dopo che volevo farmi il tour modernista e vedermi
i capolavori di Gaudì non ero molto in forma ed ho optato invece
per una spiaggetta cittadina. Un bel bagno in mare, qualche ora
di spiaggia al sole come una lucertola ed una deliziosa doccia mi
hanno ricaricato almeno un pò.
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Dopo aver mangiato un boccone, ho recuperato il fedele
destriero e, senza porre tempo in mezzo, sono partito in direzione
sud.
Tutto sommato Barcelona non l' ho trovata così potenzialmente pericolosa
come avevo letto, neanche quando mi sono aggirato in vicoletti loschi
di notte mezzo rincoglionito dal caldo, dalla stanchezza e dalla
birra.
A questo punto ho iniziato la traversata della Spagna,
tenendo ritmi da camionista ovvero viaggiando lento (con la macchina
così carica non mi sono fidato ad andare oltre i 100) ma costante
e con poche soste, inizialmente in autostrada (che è gratuita ma
ogni tanto, apparentemente a casaccio, ci sono dei caselli che ti
pelano una fracca di soldi!) e successivamente per le statali, che
sicuramente mi hanno dato la possibilità di guardarmi meglio attorno.
Mi sono fermato praticamente solo per mangiare, in locali dove avevo
la possibilità di sedermi vicino alla macchina, e per dormire, cosa
che mi è dispiaciuta perchè alcune zone che ho attraversato sembravano
valere veramente una visita, ma tant'è, per questo giro non ero
in Spagna per turismo (e ovviamente medito di tornarci degnamente).
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| Insomma, per fartela breve sono arrivato
a Cadiz la sera del 29 Giugno, con un discreto anticipo sulla partenza
della nave prevista per il pomeriggio del primo Luglio. A questo punto
mi sono permesso un altro pò di meritato riposo in un piccolo campeggio
li vicino: sfiga, il 30 ha piovuto e non ho potuto farmelo di mare,
ma almeno ho girato un pò a piedi i paesini nei dintorni che erano
comunque carini da vedere sapendo che la macchina era al sicuro. |
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Finalmente il primo Luglio ho preso stò cazzo di traghetto
da Cadice e mi sono fatto i due giorni e passa di viaggio praticamente
permanentemente svaccato nel solarium con cerveza in mano ed una
buona scorta di buoni libri da leggere.
A Tenerife mi sono bevuto i 70 chilometri che mi separavano
dall' altro porto in un lampo e, dopo qualche ora con l' ultimo
traghetto previsto, alle undici e quindici di sera del 3 Luglio
finalmente ho posto piede a El Hierro.
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| Uao! E' stata lunga e faticosa ma in effetti
ho avuto tempo più che a sufficienza ed ho passato solo poche situazioni
in cui mi sono sentito effettivamente in stato di disagio, se escludi
il caldo che qui è comunque ben più secco del nostro. |
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